LA RIFORMA UNIVERSITARIA
Cercheremo in queste pagine di fornire in modo chiaro e sintetico le prime informazioni necessarie per orientarsi di fronte alla Riforma Universitaria ed al nuovo sistema "tre + due", che sarà varato ufficialmente con l'Anno Accademico 2001/2002.
- I principi della riforma
- Gli effetti nel sistema italiano
- I crediti
- Le classi di laurea triennali
- Le lauree specialistiche
- La scelta del percorso
- Valore del titolo di studio
I principi della riforma
Alle spalle della riforma in atto e alla base delle scelte
compiute, stanno sia l'Unione Europea, sia la necessità di uniformare per quanto
possibile i curricula, rendendo i titoli di studio europei comparabili fra loro.
A queste ragioni, di carattere sovranazionale, l'Italia ha unito la propria
esigenza di aumentare il numero e la percentuale di studenti che, conclusi gli
studi universitari in tempi accettabili, si presentino al mercato del lavoro
a 22/23 anni, e non a 27/28 come spesso accade oggi. Infatti, la riforma si
propone di sollecitare una formazione universitaria più attenta al mondo delle
professioni.
I numerosi Paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione hanno poi elaborato
e lanciato una proposta operativa, firmando a Bologna, il 19 giugno 1999, una
Carta con i principi della riforma universitaria europea, alla quale hanno aderito
29 paesi, compreso il nostro e altri non ancora dell'Unione, come Bulgaria,
Lituania, Polonia...
Il 25 maggio 1998 è stata siglata a Parigi la Dichiarazione della Sorbona, nella
quale si sottolineava il ruolo centrale dell'Università per la costruzione e
lo sviluppo di una "Europa della Conoscenza", considerata fattore decisivo per
la crescita sociale e civile del nuovo continente europeo.
I punti fondamentali della Dichiarazione congiunta di Bologna possono essere
sintetizzati abbastanza facilmente:
1) Necessità di raggiungere gli obiettivi comuni di riforma entro la prima
decade del terzo millennio.
2) Adozione di un sistema di titoli comparabili per "peso" culturale e professionale,
oltre che facilmente leggibili.
3) Adozione di un sistema basato su due cicli (il 3+2, per l'appunto) in cui
il primo ciclo triennale garantisca agli studenti una buona padronanza di
metodi e contenuti utili ad inserirsi nelle professioni, mentre il secondo
ciclo (il biennio di specializzazione, al quale si accede con la laurea triennale)
fornisca un titolo specialistico ricco di approfondimenti culturali e scientifici
specifici.
4) Adozione di un sistema comune di crediti formativi universitari, anche
per favorire la mobilità studentesca tra diverse nazioni.
Effetti nel sistema
universitario italiano.
L'Italia, anche grazie alla spinta europea, ha così dovuto
accelerare il processo di riforma, favorendo sia l'Autonomia degli Atenei, sia
l'avvio dei nuovi Corsi di Laurea triennale.
Con un Decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica
e Tecnologica (MURST) del 3 novembre 1999 è stato adottato il regolamento
con le norme sull'Autonomia didattica degli Atenei.
Lo stesso MURST, con un decreto del 4 agosto 2000, ha indicato le 42 classi
delle Lauree Universitarie.
Più recentemente, il 28 novembre 2000 sono state determinate le 104 classi
delle Lauree Specialistiche.
I documenti sono pubblicati sul sito Internet del Ministero www.murst.it.
A partire dall'anno accademico 2001/2002 le Università hanno dovuto adeguare
gli ordinamenti didattici e i piani di studio secondo il nuovo sistema 3+2,
iniziando dall'attivazione dei trienni che conducono alla laurea di primo livello.
Sono inoltre stati creati i nuovi percorsi di master universitario di durata
normalmente annuale e con finalità di elevata specializzazione.
I crediti
Fondamentale nel nuovo sistema universitario è il "credito".
Il credito è l'unità di misura dell'impegno richiesto ad uno studente per apprendere una disciplina.
Per convenzione si è stabilito che 1 credito formativo universitario corrisponda a 25 ore di lavoro, comprendenti
la frequenza alle lezioni, lo studio individuale e la preparazione degli esami, le esercitazioni, e così via.
È stato inoltre stabilito che ad ogni anno di studio debbano corrispondere mediamente 60 crediti, ossia 1500 ore di
lavoro. Complessivamente si avranno dunque 180 crediti per la laurea triennale (4500 ore) più altri 120 per la laurea di specializzazione (altre 3000 ore). Per i master universitari sono previsti 60 crediti.
Si tratta in sostanza di "accumulare" un patrimonio da portare con sé.
Infatti i crediti ottenuti nei singoli corsi (ad esempio: statistica o storia medioevale) con il superamento dei
relativi esami potranno essere utilizzati in tutti i percorsi di studio universitari che prevedono quei corsi.
Le 42 classi di laurea triennale
Una Classe raggruppa alcuni corsi di Laurea, che le Università potranno decidere
di attivare a seconda di vari fattori, come la propria storia e tradizione accademica, il rapporto con il
territorio di appartenenza, le esigenze del mondo del lavoro e della competizione internazionale…
Attualmente sono state indicate come segue:
1. biotecnologie
2. scienze dei servizi giuridici
3. scienze della mediazione linguistica
4. scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
5. lettere
6. scienze del servizio sociale
7. urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
8. ingegneria civile e ambientale
9. ingegneria dell'informazione
10.ingegneria industriale
11.lingue e culture moderne
12.scienze biologiche
13.scienze dei beni culturali
14.scienze della comunicazione
15.scienze politiche e delle relazioni internazionali
16.scienze della Terra
17.scienze dell'economia e della gestione aziendale
18.scienze dell'educazione e della formazione
19.scienze dell'amministrazione
20.scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
21.scienze e tecnologie chimiche
22.scienze e tecnologie della navigazione marittima e aerea
23.scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo
e della moda
24.scienze e tecnologie farmaceutiche
25.scienze e tecnologie fisiche
26.scienze e tecnologie informatiche
27.scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
28.scienze economiche
29.filosofia
30.scienze geografiche
31.scienze giuridiche
32.scienze matematiche
33.scienze delle attività motorie e sportive
34.scienze e tecniche psicologiche
35.scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace
36.scienze sociologiche
37.scienze statistiche
38.scienze storiche
39.scienze del turismo
40.scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
41.tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
42.disegno industriale
Il Decreto non dice quali sono le attività formative indispensabili
e gli obiettivi da raggiungere per ogni Corso di Laurea.
Lo fa invece per le Classi, cioè per i raggruppamenti.
Sostanzialmente, tutti i raggruppamenti e i singoli Corsi di Laurea, devono
garantire le seguenti attività formative, che gli studenti inseriranno
nel curriculum:
1) base
2) caratterizzanti (ossia specifiche di quel corso)
3) affini o integrative
4) a scelta dello studente
5) per la prova finale (la vecchia "tesi") e per la lingua straniera
6) per le ulteriori conoscenze linguistiche e informatiche, per i tirocini
etc.
Ogni scelta relativa agli aspetti organizzativi dei singoli Corsi di Laurea
è affidata all'Autonomia delle Università, che debbono però
rispettare gli Obiettivi Formativi Qualificanti di quel corso; esse devono
quindi provvedere a determinare le conoscenze tecniche che lo studente dovrà
possedere al termine del percorso di studi in relazione agli sbocchi professionali
previsti.
Al termine del Corso triennale si ottiene la Laurea, titolo necessario per
proseguire nel biennio di specializzazione. Naturalmente è richiesta
coerenza tra la Laurea ottenuta e la Laurea specialistica cui si vuole accedere,
salvo poter integrare, su indicazione delle Facoltà, gli esami non
sostenuti e i crediti non maturati.
Le lauree specialistiche
Come abbiamo detto, alla Laurea Specialistica, che prevede due anni di studio, si accede con la Laurea Triennale.
Per conseguire la laurea specialistica sono necessari 120 crediti che si sommano ai 180 della laurea (300 crediti in tutto).
Tuttavia, i requisiti necessari per l'ammissione sono fissati dai regolamenti didattici dei vari Atenei, che indicano
modalità di verifica della preparazione personale.
Sono inoltre previste possibilità di integrazione delle conoscenze dello studente.
La frequenza è intesa come obbligatoria, salvo casi particolari. Il corso di laurea specialistica si conclude con l'elaborazione e la discussione di una tesi.
Il MURST ha determinato solo da un paio di mesi la numerazione e la denominazione delle classi delle Lauree
Specialistiche che sono ben 104.
Le potete trovare sul sito del ministero dell'Università e della ricerca scientifica all'indirizzo:www.murst.it
La scelta del percorso
Gli studenti che intendono iscriversi all'università, dovranno porre particolare attenzione al momento
della scelta iniziale.
Infatti il nuovo percorso universitario (3+2) è un percorso unitario (nei 300 crediti previsti per il conseguimento
della laurea specialistica devono essere compresi anche i 180 della laurea e gli stessi si devono inserire nel piano
degli studi complessivo; nel caso in cui ciò non accada i laureati saranno ammessi ai corsi di laurea specialistica
con debiti formativi).
La scelta di un percorso triennale molto settoriale, potrà quindi comportare una limitazione delle scelte possibili
per la laurea specialistica oppure la necessità di colmare i debiti conseguenti a questa scelta con il sostenimento
di un maggior numero di esami.
Valore legale e valore
reale dei titoli di studio
Sembra proprio che il valore legale del titolo di studio non possa essere
abolito.
Come è possibile, allora, valutare la differenza tra due lauree della stessa
"classe" o raggruppamento, oppure tra due lauree uguali conseguite in due
diverse Università?
A seguito della riforma la questione "valore legale /valore reale" del titolo
viene affrontata in un'ottica nuova, sperimentale e di confronto europeo.
Ad esempio, le abilità informatiche e il livello di conoscenza delle lingue
straniere possono essere certificate da "patentini" e attestati di valore
internazionale, che arricchiscono il curriculum e descrivono in modo oggettivo
le competenze acquisite.
Inoltre, è allo studio un "Portafoglio", o "Diploma Supplement", che dovrà
specificare meglio il valore reale del titolo conseguito, in vista dell'inserimento
nelle attività professionali.
Si tratta di una specie di Carta di Identità Universitaria, un documento ufficiale
da allegare alla Laurea, che sarà curato dalle Facoltà.
Esso conterrà il pacchetto di informazioni sul percorso (esami sostenuti)
seguito dallo studente per conseguire il titolo. Il modello sarà usato in
tutta Europa (in alcuni paesi è già noto) ed è una novità assoluta per il
sistema di formazione universitaria italiano.